Il termine open source indica un software di cui gli autori distribuiscono il codice sorgente, favoriscono il libero uso e la libera ridistribuzione senza discriminazione verso persone, gruppi di persone, campi di applicazione. L'apporto di modifiche da parte di altri programmatori è non solo consentito ma incoraggiato e regolato da licenze d'uso non specifiche per il prodotto, non restrittive verso altri software, neutre verso le tante tecnologie che affollano il settore dell' Information Technology.
La diffusione e l'uso di software a sorgente libero ha una lunga storia che affonda le radici agli inizi degli anni 80 ed è oggi supportata a livello mondiale da due iniziative senza fini di lucro: la Free Software Foundation nata nel 1985 a Boston e la Open Source Iniziative, nata nel 1998 in California.
Molti Stati hanno adottato deliberazioni volte alla diffusione del software libero ed anche il CNIPA ha aperto un Osservatorio sull'Open Source, purtroppo recentemente chiuso. Anche molte Regioni hanno deliberato nel senso favorire la nascita di condizioni adatte ad un sempre maggiore utilizzo di soluzioni informatiche basate su software libero. Tra di esse la Provincia Autonoma di Trento con la Delibera n. 1492 del 15 luglio 2005 ( "Linee guida in materia di interoperabilità dei sistemi informatici e di software Open Source") ribadita dall'Ordine del giorno n. 25 della seduta del 26 marzo 2009 ("Interventi di informazione e tutela nel campo dell'informatica e di Internet"). La stessa SIRM fa uso di diverse soluzioni basate su software OS nella gestione delle sue attività informatiche.
Convinto che il software OS sia ormai alternativa affidabile e credibile alle piattaforme proprietarie e rappresenti probabilmente il miglior equilibrio oggi possibile tra costi, flessibilità e adattabilità alle esigenze degli utilizzatori ho voluto impegnare la Sezione di Radiologia Informatica, in collaborazione con Claudio Saccavini, Project Manager di IHE Italia, nella organizzazione di una manifestazione congressuale per la prima volta incentrata sui temi dell' Open Source in Sanità. Credo che con il ricorso a soluzioni OS sia possibile, oggi e in futuro, mantenere e migliorare, a costi sostenibili, la qualità di erogazione delle prestazioni e la efficienza di organizzazione e gestione che viene richiesta al mondo sanitario e che dipende in gran misura dall'utilizzo di sistemi informatici.
L'ambiziosa finalità del Congresso è stata di creare un' agorà di confronto "open" tra idee, conoscenze, esperienze di Medici Radiologi, Tecnici di Radiologia, operatori dell'Informatica Sanitaria, della Fisica Sanitaria, dell'Ingegneria Clinica per recuperare il ritardo che l'Open Source sconta nella applicazioni in ambito sanitario mentre nel campo della ricerca e dell'economia le soluzioni OS sono numerose e in continuo aumento.
La manifestazione, "OPEN SOURCE IN SANITA' .YES, WE CAN", si è svolta al Pala Congressi di Riva del Garda e si è articolata in un Workshop, tenutosi il pomeriggio di giovedì 11 giugno e nel Congresso vero e proprio, svoltosi nella giornata di venerdì 12 giugno.
Il Workshop sull'Open Source è stato dedicato all'analisi e all'approfondimento dei benefici che ci si attendono, all' individuazione degli ostacoli che ne impediscono una maggior diffusione, alle problematiche emerse dall' utilizzo di applicativi clinici basati, integralmente o anche solo parzialmente, su software OS. Alla discussione, sentita ed a tratti appassionata, hanno preso parte i relatori del Congresso ed esperti di varia estrazione professionale nel campo delle biotecnologie. Vari i temi affrontati e dibattuti: la visione sull' Open Source di Amministrazioni ed Istituzioni italiane, le politiche di sviluppo dell' Open Source in Sanità, il ruolo dei Sistemi Informativi Aziendali nelle implementazioni dell' Open Source, le nuove disposizioni in merito di marcatura CE dei dispositivi medici, tra i quali è ricompreso il software.
La sessione mattutina della Giornata congressuale è stata dedicata alla illustrazione delle tante facce dell' Open Source. Davide Caramella ha illustrato la storia delle idee del movimento Open Source ed ha ricordato il ruolo sempre svolto dalla Sezione di Radiologia Informatica nel promuoverne la diffusione e l'uso che ne ha fatto nelle sue attività. Claudio Saccavini, Project Manager di IHE Italia, ha messo in evidenza il ruolo delle istituzioni pubbliche preposte a promuovere l'Open Source sottolineandone i meriti e le manchevolezze, prima fra tutte la incapacità di divenire centro nazionale di informazione, condivisione, diffusione, promozione nelle pubbliche amministrazioni delle esperienze fatte. Ha commentato la vicenda della chiusura dell'Osservatorio Open Source del CNIPA come accadimento non necessariamente negativo ma al contrario potenziale occasione per le pubbliche amministrazioni regionali di farsi parte attiva, di promozione e guida. Ha poi evidenziato la necessità di certificazione del software OS, analogamente a quanto è richiesto per il software proprietario, particolarmente nella gestione sanitaria, peculiare per essere focalizzata sulla salute dei cittadini con gli obblighi medico-legali che ne discendono. Leonardo Sartori, Direttore dei Sistemi Informativi dell'Azienda Sanitaria di Trento, ha evidenziato le tante attività di sviluppo, diffusione e formazione concernenti l' OS che sistemi informativi aziendali culturalmente aperti ed intraprendenti posso mettere in campo in un quadro normativo e di scelte di politica sanitaria adeguati. Massimo Mangia, Presidente di IH7 Italia, ha illustrato l’importanza dello standard HL7 per l’integrazione e l'interoperabilità tra sistemi informativi. In particolare ha presentato Mirth-Connect, software OS di interfaccia per la piattaforma HL7 che consente l’invio di messaggi tra piattaforme e tipologie di dati diversi mettendo in luce le differenze con analoghi prodotti proprietari.
Roberto Silverio, Cochair User nello Steering Committee di IHE Europa, ha illustrato il ruolo di produttori ed utilizzatori nell' impiego del software, OS e proprietario, e spiegato la filosofia dell'iniziativa IHE ed il ruolo che essa svolge per la risoluzione di pratici problemi di integrazione mediante l'utilizzo coordinato degli standard esistenti.
Maurizio Rizzetto dell'AISIS ha incentrato la sua relazione sul processo di certificazione del software usato per applicazioni diagnostiche e terapeutiche ed trattato delle norme che ne regolano l'uso come medical device.
La sessione pomeridiana, interamente dedicata alla descrizione di interessanti esperienze realizzate in ambito sanitario con software OS, è esordita con la descrizione del sistema di gestione documentale di archivi indicizzati grazie all'utilizzo del profilo di integrazione XDS dell' Azienda Ospedaliera di Verona
illustrata dal Responsabile, Luca Giobelli. L'home banking della salute, su cui ha relazionato Franco Greco, si incentra sulla possibilità di avere referti, risultati di analisi, esami clinici ‘a portata di mouse’, realtà per gli utenti dell’Asl 4 di Chiavari per i quali non è più necessario andare in ospedale per il ritiro. Un sistema per il monitoraggio della rete che supporta tutte le attività dell'AUSL di Reggio Emilia (dati, controllo delle apparecchiature mediche, video consulto, VoIP, etc.) realizzato con software OS è stato illustrato da Marco Rossi. La possibilità di fornire servizi di firma digitale per l'accesso sicuro a reti informatiche, pagamenti on-line, servizi sanitari, servizi anagrafici è strettamente collegata alla necessità di identificare in modo univoco il cittadino che ne usufruisce. Il progetto CNS ha prodotto la “Carta Nazionale dei Servizi”, una smart card per la firma digitale. Ileano Bonfà ha illustrato l'attività svolta a Trento nell'ambito di questo progetto utilizzando librerie ed applicazioni OS. La Fondazione Salvatore Maugeri sta implementando nei suoi centri, dopo averlo sperimentato preso il centro di Montescano (PV), una soluzione PACS basata su software open source: le caratteristiche del sistema, i criteri della sua realizzazione ed implementazione, le problematiche riscontrate sono stati illustrati da Silvia Lupi e Mariangelo Ghisolfi. Le tante possibilità di applicazione di software OS in ambito accademico di studio, formazione, ricerca sono state illustrate da Lorenzo Faggioni.
I lavori e le discussioni del pomeriggio di lavoro e della giornata congressuale hanno messo in luce le tante possibilità dell' Open Source come risorsa per la Sanità, per la cui realizzazione è necessaria una maggiore opera di divulgazione delle conoscenze e delle esperienze fatte ed una attività di certificazione delle soluzioni prodotte alla luce delle nuove normative sul software come medical device. A fronte di investimenti in formazione previsti su tempi comunque lunghi visto l'adattamento richiesto in un sistema come quello attuale in gran parte ancora fondato sul software proprietario, pur se software OS non vuol dire software gratuito come sottolineato da molti relatori, si aprono interessanti prospettive: di risparmio (il software OS costa comunque meno di quello proprietario); di strumenti di lavoro maggiormente adatti ed adattabili alle esigenze dell'utente; di stabilità dei sistemi e minor vulnerabilità alle aggressioni informatiche; di possibilità di sviluppo del software e dell'economia per il possibile coinvolgimento delle PMI locali. I tempi sono ormai maturi perché le varie professionalità (Medici Radiologi, Ingegneri Clinici, Fisici Sanitari, Informatici e TSRM) che si occupano di OS mettano da parte le "turf battle" per la difesa o la conquista del territorio e mettano in comune le loro competenze nel campo delle biotecnologie. In questo processo la SIRM ha una grande responsabilità e una grande opportunità: svolgere un ruolo importantissimo di stimolo e guida grazie al grande patrimonio di conoscenze, competenze, esperienze dei suoi soci, che sarebbe un peccato disperdere.
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